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IL SENSO DELLA MUSICA
Suono…spazio…emozione…relazione…parola
Suonando Benedetto Marcello:
Un concerto
attraverso sintonie di suoni e ritmi
genera una sorta di magia.
Onde sonore, invisibili ma reali,
spiccano il volo per trovare altri esseri da toccare e trasportare in brividi
che suscitano ricordi
indelebili.
I pensieri, di chi giostra sullo strumento, viaggiano nella sala per muovere
altre emozioni
silenziose, ma fortissime.
Sintonie di gesti creano una comunione fra anime in ruoli diversi
per esplodere in
un'unica ovazione per il piacere del bello.
Giochi nascosti per il piacere di stare insieme in un ascolto reciproco,
sostenendosi e accompagnandosi l'uno e l'altro in tutte le emozioni momentanee.
Nascono le sorprese, senza che nessuno se ne accorga.... un piacere
nell'aria....
Daniele Gambini
Sono le mie riflessioni dopo l’esperienza
dell’esibizione in duo all’apertura del convegno di Padova “La sinfonia del
mondo – La fenomenologia nella musicoterapia umanistica”.
La magia dei suoni porta l’essere umano all’ascolto, che è
una “forma di percezione” di cui una persona può disporre per volgere il
proprio sguardo dall’esterno all’interno di sé stessi e viceversa. In entrambi
i sensi si penetra la realtà che si sta vivendo in un determinato momento e, il
calarsi in essa, ci rivela l’esistenza di una relazione fra soggetti con un
proprio vissuto emotivo. La musica è il canale privilegiato della
comunicazione, per quella sorta di magia che si genera quando si suona. Il
mondo dei suoni mette a nudo le nostre percezioni, che ci conducono alla
conoscenza di alcuni nostri lati. La musica ci trasporta in un viaggio
misterioso che, oltre a rapirci i sensi, provoca in noi dei cambiamenti e delle
trasformazioni. Il viaggio non finisce mai e non ritorna mai nel punto da cui
siamo partiti ed apporta alla nostra profondità consapevolezze sia fisiche che
mentali rendendoci più completi.
Uno spazio ci circonda mostrandoci diverse prospettive e
diverse modalità di ascolto. Siamo coinvolti per apprezzarne le segrete
armonie, a volte consciamente, altre volte inconsapevolmente. Un luogo contiene
recondite energie che attraversano la nostra pelle se ci lasciamo coinvolgere
da ciò che accade. Da ognuno di noi nasce una partecipazione che non sempre è
dato sapere all’altro, perché parte dalle nostre più intime unità. Tutto ci
tocca passando da una posizione di primo piano ad un’altra e ci trasporta in un
viaggio che appartiene alla nostra sensibilità corporea, fisica e allo stesso
tempo mentale. Nascono le emozioni, che si sentono ma non si odono, come un
mistero che si svela lentamente per abbracciarci nella pienezza del nostro
essere presente. Percepiamo energie, come delle risonanze che si attraggono o
si respingono, e che ci rendono vivi per come le assorbiamo, perché prendiamo
coscienza di noi stessi. Diveniamo memoria attraverso le emozioni catturate
dentro di noi.
La musica ha il grande potere di condizionare la
realtà circostante. Ogni concerto che ho fatto me ne ha dato prova; le mie
emozioni si trasmettono partendo dal cuore e, passando dalle mani, sullo
strumento. Emozioni che viaggiano in uno spazio, ma quanto ne siamo coscienti? Mentre la musica scorre
sotto le dita, la mente si muove nel gioco di immagini di suoni. E' la pienezza
resa concreta per un musicista. Una forza interna si muove per emergere in
superficie, giocando sulla consapevolezza e padronanza del sé, che scaturisce
da un movimento. SIAMO POTENTI.
Il suono è gesto; il gesto è corpo e corpo è
ascolto. Solo
con l'ascolto ci rendiamo attenti a noi e agli altri. L'ascolto diventa una
lettura profonda dell'evento che è il risultato di un percepire interiore.
Tutto parte da noi e tutto ritorna a noi. Ascolto del gesto è solidità e
stabilità interiore.
La musica sensualizza lo spazio e i musicisti devono avere
la consapevolezza di quello che suonano. La musica comunica attraverso il tempo
nello spazio, ed è indipendente dal musicista il tempo di percorrenza per
giungere agli altri. È la musica stessa, che esce dal musicista, a prendere il
largo. Il musicista agisce con l’emozione ed è per questo che lo spazio viene
sensualizzato da ciò che il musicista vuole trasmettere.
La memoria del
tempo e del fraseggio musicale ci conduce all'interiorizzazione di eventi ed
emozioni che tramandano messaggi su messaggi, attraverso una comunicazione
sensuale che parte ancor prima dal cuore di colui che scrive, per giungere,
dallo spartito, dai suoni e dalla loro intepretazione, al nostro prossimo che
vuole ascoltare.
La musica è prima di tutto emozione e rappresenta l’essere
in divenire, l’evoluzione e lo specchio dell’anima di chi scrive; vive dentro e
fuori di essa. La musica non si può ingannare perché inganneremmo noi stessi ed
essa è un dono sincero dell’artista.
Possiedo una ipoacusia bilaterale medio grave congenita,
caratteristica che ha formato ed influenzato una parte del mio essere e del mio
modo di ascoltare.
Ma desidero che l’apprezzamento del mio essere musicista,
pianista, compositore e musicologo non nasca soltanto dal fatto che sono sordo,
perché sarebbe un fallimento. Io sono musicista perché attraverso la musica
comunico emozioni e attraverso di essa posso creare, ascoltare, far nascere
nuove relazioni di suoni, che educhino a vivere e stare meglio.
Porto delle protesi Endoauricolari Linear, da cui ho
tratto un beneficio nella precisione dell’ascolto dei suoni. Questi apparecchi
mi hanno consapevolizzato maggiormente nelle mie capacità musicali grazie al
miglioramento uditivo ricavato.
Attraverso di esse ho compreso anche come ascoltare i
suoni nel mio corpo, ad ascoltare la posizione dei suoni sulle dita, sul petto,
nel viso e comprendere inoltre come indirizzare l’attenzione del mio ascolto.
QUALCOSA DI ME:
Mi sono laureato in Musicologia presso la scuola di
Paleografia e Filologia musicale di Cremona, sede distaccata dell’Università
degli studi di Pavia. A 12 anni, in seguito ad un
grave incidente stradale di cui sono rimasto vittima e che mi ha privato della
possibilità di dedicarmi al mio sport preferito (il calcio), sono stato rapito dal suono del
pianoforte. In cambio ho ricevuto una libertà interiore inaspettata,
accompagnata da uno studio intenso per questo strumento. Amo la musica più di
tutte le cose e il pianoforte è lo strumento che uso per esprimere tutte le mie
emozioni. La musica mi possiede ed io possiedo lei.
Ancora oggi provo dei brividi quando suono il pianoforte;
ma la musica farà sempre questi effetti su chi ha la passione per essa. Essa
attraversa il mio corpo per trasmettermi sempre nuove emozioni. Per questo ho
deciso di essere anche compositore. Per essere un musicista completo!
Nel 2006 mi sono specializzato nell’insegnamento per l'
Educazione Musicale nelle scuole secondarie di primo e secondo grado presso
l’Università degli Studi di Pavia e nel 2007, sempre nella stessa sede
universitaria, nell’attività didattica di sostegno agli alunni diversamente
abili. Insegno da tre anni in scuole secondarie di primo grado. Ho tenuto dei
recital poetico-pianistici, in cui ho presentato alcune mie composizioni
pianistiche e orchestrali (Auditorium “Filanda” di Cornaredo, Bar Caffè di
Milano), collaborando con diversi poeti ed autori di pièces teatrali.
Con la musica ho fatto le esperienze più belle della mia vita, perché ha avuto
per me un valore educativo molto alto. Con essa ho imparato e imparerò ancora a
conoscermi. Attraverso l'arte dei suoni ho appreso a vivere, perché ogni gesto
che compio sul pianoforte è un nuovo modo di scoprire me stesso, ringraziando
sempre il Signore di avere emozioni e soddisfazioni molto alte e forti.
Il pianoforte è il mio alter ego e con lui mi esprimo per
essere sempre me stesso.
Il piano trasmette la mia energia e le mie composizioni sono la mia voce, che
parla ancora più delle parole perché, come dissero i grandi della musica,
"La musica arriva là dove le parole non arrivano".
Daniele Gambini
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